Juliette Roos-Pichenot 1 and Maja Zakošek Pipan
Vet. Sci. 2025, 12, 663; https://doi.org/10.3390/vetsci12070663
L’infertilità è un problema complesso e comune nelle consulenze di medicina riproduttiva. Tre fattori devono essere esaminati durante la fase preconcezionale: la gestione dell’allevamento, la fertilità della cagna e la fertilità dello stallone. Tra questi fattori, una gestione inadeguata dell’allevamento rimane la causa principale di insuccesso riproduttivo, con un riconoscimento accurato dell’ovulazione fondamentale per il successo dell’accoppiamento. L’inseminazione artificiale consente una valutazione approfondita della qualità del seme rispetto all’accoppiamento naturale. Inoltre, la selezione genetica, i fattori nutrizionali e la gestione della salute riproduttiva possono compromettere o migliorare la fertilità di femmine e maschi. L’infertilità idiopatica può verificarsi nelle cagne, ma è importante escludere prima altre possibili cause.
Nelle cagne con cicli estrali irregolari, è necessario indagare su disfunzioni ovariche e squilibri endocrini. Nelle cagne con cicli regolari, la causa possono essere disturbi uterini come iperplasia endometriale cistica, endometrite o anomalie congenite. Sia l’endometrite correlata all’accoppiamento che quella cronica sono riconosciute come fattori che contribuiscono all’infertilità. Anche gli agenti infettivi, in particolare Brucella spp. e Mycoplasma spp., dovrebbero essere valutati, sebbene l’interpretazione dei risultati del test per Mycoplasma richieda cautela. Nei maschi che presentano una scarsa qualità del liquido seminale, le possibili cause includono malattie infettive (con la brucellosi che richiede sempre l’esclusione), squilibri ormonali e l’impatto dei trattamenti esogeni. L’articolo sottolinea il ruolo fondamentale di protocolli diagnostici completi, di una sorveglianza sanitaria proattiva e di strategie di riproduzione basate sui dati nell’affrontare sistematicamente questa sfida multiforme.
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