Silvano Marini su Nutrapet.vet, Gennaio 2022

 

Su Nutrapet.vet vi presentiamo uno studio dell’Università di Cracovia, pubblicato su BMC Veterinary Research, ha valutato come si modifica la composizione della flora batterica vaginale.

Nella cagna le infezioni ricorrenti del tratto genito-urinario rappresentano un problema frequente, che può accompagnarsi a complicanze di natura batterica come vaginiti, infertilità, aborto o iperplasia endometriale cistica. Peraltro, l’epitelio e la mucosa vaginale si caratterizzano per la presenza di una microflora fisiologica – il vaginoma – che consiste di microrganismi aerobici e anaerobici.

In effetti, il microbiota vaginale fisiologico rappresenta una difesa contro i batteri patogeni e si ritiene che i disordini del tratto genito-urinario siano spesso associati a cambiamenti nella composizione della microfloralocale. Per il momento sono però disponibili poche informazioni sulla composizione qualitativa e quantitativa del microbiota vaginale delle cagne sane e di quelle con infezioni genito-urinarie, e i dati in letteratura appaiono contraddittori.

Buona Lettura!

 

Riccardo Orlandi, Alessandro Troisi, Emanuela Vallesi, Serena Calabrò, Alessandro Vastolo, Nadia Musco, Angela Polisca, Pietro Lombardi e Monica I. Cutrignelli.   https://dx.doi.org/10.3390/ani-11010023

 

L’efficienza riproduttiva è un aspetto chiave di tutte le specie riproduttive. Diversi fattori, come le malattie infettive, lo stato ormonale e nutrizionale potrebbero influenzare la fertilità femminile. Come dimostrato dall’alto numero di nati per nidiata e dal corretto sviluppo fetale, lo stato nutrizionale all’accoppiamento e la corretta gestione nutrizionale durante la gravidanza sono fondamentali.

In questo studio sono state somministrate due diete con ingredienti diversi (fonti proteiche e lipidiche) e diverse concentrazioni di macro e micronutrienti (proteina grezza, profilo di acidi grassi, vitamine e concentrazione di minerali) da due mesi prima dell’inizio previsto del proestro al parto a 18 femmine divise in due gruppi. La dieta sperimentale, più ricca di proteine, acidi grassi essenziali e polinsaturi e vitamine, rispetto alla dieta di controllo, sembra in grado di garantire una migliore presentazione clinica dell’estro e dello sviluppo embrionale nel primo terzo di gravidanza con una minore incidenza di riassorbimento fetale.