Toresson, J.M. Steiner, J.S. Suchodolski e T. Spillmann – J Vet Intern Med 2016;30:101–107; DOI: 10.1111/jvim.13797

Uno studio retrospettivo pubblicato sul Journal of Veterinary Internal Medicine ha esplorato la supplementazione orale di cobalamina in cani con enteropatia cronica e ipocobalaminemia.
Sono stati valutati 51 cani trattati con cianocobalamina orale a dosaggio giornaliero. Dopo 20-202 giorni, tutti i soggetti avevano raggiunto concentrazioni sieriche di cobalamina entro l’intervallo di riferimento.

Supplementazione orale di cobalamina nel cane con enteropatia cronica e ipocobalaminemia

Nel cane con enteropatia cronica e ipocobalaminemia, il supporto con vitamina B12 è parte della gestione clinico-nutrizionale del paziente.
La via parenterale è stata tradizionalmente utilizzata, ma l’interesse verso la somministrazione orale è cresciuto per la possibilità di integrare il supporto nella routine domiciliare.
Lo studio di Toresson e collaboratori ha valutato l’impiego di cianocobalamina orale in 51 cani con enteropatia cronica e basse concentrazioni sieriche di cobalamina. Dopo un periodo di supplementazione compreso tra 20 e 202 giorni, tutti i cani inclusi hanno raggiunto valori sierici di cobalamina nell’intervallo di riferimento. 

Un’alternativa pratica da considerare

Il dato più rilevante è che la risposta osservata non è risultata condizionata dalla gravità clinica iniziale, dalle concentrazioni basali di cobalamina o da modifiche concomitanti di dieta e terapia. Ciò indica che, nei pazienti inclusi nello studio, la supplementazione orale è stata in grado di supportare il ripristino delle concentrazioni sieriche di vitamina B12.
L’impiego orale può offrire un vantaggio organizzativo importante: evita somministrazioni iniettabili ripetute e consente al proprietario di gestire il supporto direttamente a casa. In un percorso terapeutico spesso prolungato, semplificare la gestione quotidiana può favorire la continuità del programma concordato con il medico veterinario.

Il razionale dell’assorbimento orale

L’assorbimento fisiologico della cobalamina coinvolge fattori gastrici, pancreatici e intestinali. Anche nei pazienti con compromissione della funzionalità intestinale, tuttavia, una quota di cobalamina somministrata per os può essere assorbita attraverso un meccanismo passivo, non dipendente dal normale sistema di trasporto ileale.
Questo razionale fornisce una possibile spiegazione biologica dei risultati osservati: la supplementazione orale può essere presa in considerazione anche nel cane con enteropatia cronica e ipocobalaminemia, con un programma di controllo costruito sul singolo paziente.

Dalla letteratura alla pratica

La scelta tra supporto orale e parenterale resta clinica e individuale. La via orale può essere particolarmente interessante quando il paziente è stabile, il proprietario è in grado di somministrare correttamente il prodotto e sono programmabili controlli delle concentrazioni sieriche di cobalamina nel tempo.
Il monitoraggio clinico-nutrizionale resta parte integrante della gestione: andamento dei segni gastrointestinali, appetito, peso corporeo, BCS e controlli laboratoristici permettono di valutare nel tempo l’appropriatezza del supporto impostato.

Messaggi chiave

  • Nel cane con enteropatia cronica e ipocobalaminemia, la cobalamina orale rappresenta un’opzione da considerare nel supporto individualizzato.
  • Nello studio esaminato, tutti i 51 cani trattati per via orale hanno raggiunto valori sierici di cobalamina nel range di riferimento.
  • La gestione domiciliare può rendere più semplice l’integrazione del supporto nella routine del proprietario.
  • La scelta della via di somministrazione e il monitoraggio devono rimanere guidati dal medico veterinario.

Per approfondire, clicca qui: