Nutrapet.vet; 22 Gennaio 2024; Giulia Pignataro

L’additivo costituito da L. reuteri DSM 32264 ha il potenziale di migliorare la consistenza delle feci riducendo il contenuto di umidità delle feci dei gatti che lo ricevono. Nel 2022 dall’Efsa un’opinione scientifica sull’efficacia di un prodotto costituito da Limosilactobacillus reuteri (ex Lactobacillus reuteri) DSM 32264 come additivo zootecnico per gatti.

Il regolamento (CE) n. 1831/2003 stabilisce le norme che disciplinano l’autorizzazione comunitaria degli additivi destinati all’alimentazione animale e definisce i termini dell’autorizzazione da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (“EFSA”).

NBF Lanes s.r.l. chiede l’autorizzazione comunitaria del Lactobacillus reuteri DSM 32264 come additivo per mangimi da utilizzare come stabilizzatore della flora intestinale dei gatti.

Gli studi sono stati condotti su gatti adulti di entrambi i sessi e di razze (Chartreux, Persiano e Scottish Fold) e peso corporeo (BW) diversi, alimentati con un alimento commerciale secco estruso una volta al giorno, in base al loro fabbisogno energetico di mantenimento.

Prima dell’inizio dello studio, i gatti sono stati acclimatati in alloggi individuali per 14 giorni durante i quali hanno ricevuto mangime non integrato, e visitati quotidianamente da un veterinario.

All’inizio dello studio, i gatti sono stati assegnati in modo casuale ai due trattamenti dietetici: controllo e L. reuteri DSM 32264 a 1 x 1010 UFC/kg di mangime.

Il peso corporeo e il body condition score (BCS) sono stati registrati ai giorni 0, 7, 14, 21, 28 e 35. Negli stessi giorni, sono stati raccolti campioni di feci e valutati il contenuto di umidità (FM) e la consistenza (FS, faecal score). Inoltre, sono state effettuate analisi microbiologiche (enumerazione di lattobacilli ed Escherichia coli o coliformi) sui campioni raccolti ai giorni 0, 7, 21 e 35.

Per quanto riguarda l’analisi microbiologica fecale, in tutti gli studi alla fine del periodo sperimentale, la conta dei lattobacilli era maggiore e quella di E. coli minore nei campioni degli animali che ricevevano l’additivo rispetto a quelli degli animali di controllo.

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