Beatriz Fernandes, Susana Alves, Vanessa Schmidt, Ana Filipa Bizarro, Marta Pinto, Hugo Pereira, Joana Marto  and Ana Mafalda Lourenço. – Vet. Sci. 2023, 10, 659.

L’articolo che vi presentiamo affronta il problema tangibile della dermatite atopica canina, una condizione cutanea comune e dolorosa nei cani. Colpisce fino al 30% dei cani, causando forte prurito e problemi alla pelle. Inoltre, porta a infezioni secondarie, complicando ulteriormente il trattamento. Questa condizione riduce significativamente la qualità della vita sia dei cani che dei loro proprietari, causando tensioni emotive e finanziarie.

Viene sottolineata la necessità di strategie di prevenzione per questa malattia, piuttosto che limitarsi a trattarne i sintomi, poiché i trattamenti esistenti spesso presentano limitazioni e possono essere costosi. Emerge il ruolo di prim’ordine ricoperto della barriera cutanea nello sviluppo della dermatite atopica canina: la prevenzione attraverso la cura della barriera cutanea è decisiva.
Tracciando paralleli tra la dermatite atopica canina e la sua controparte umana, questo articolo evidenzia il potenziale delle strategie di prevenzione condivise. Gli autori propongono che ripristinare la barriera cutanea prima che i meccanismi della malattia possano portare a un circolo vizioso di ulteriori danni potrebbe essere un approccio chiave alla prevenzione. Nel complesso, la ricerca sulla prevenzione primaria della dermatite atopica canina ha il potenziale per migliorare notevolmente il benessere dei cani e dei loro proprietari offrendo misure preventive efficaci e accessibili.

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Nutrapet.vet; Marzo 2024, Federico Scorza

Lo studio del 2022, coordinato da Patrick Hensel, del Dipartimento di Dermatologia Animale della Tierdermatologie di Basilea, Svizzera, riassume il ruolo dei fattori genetici e ambientali e della sensibilizzazione allergica nella patogenesi della dermatite atopica canina (cAD), dall’ultima revisione dell’ICADA (international committee of allergic diseases of animals) nel 2015.
La cAD è una malattia comune, complessa e multifattoriale che coinvolge, tra gli altri, predisposizione genetica, fattori ambientali e sensibilizzazione allergica.

Nonostante gli intensi sforzi di ricerca, il background genetico dettagliato che predispone alla cAD e l’effetto di un’ampia gamma di fattori ambientali necessitano ancora di ulteriori chiarimenti. Gli studi di associazione sull’intero genoma e le indagini sui biomarcatori genetici, come i microRNA, hanno fornito alcune nuove informazioni; tuttavia anche i fattori ambientali sembrano giocare un ruolo importante così come lo stile di vita, soprattutto da cucciolo, che sembra avere un impatto importante sullo sviluppo del sistema immunitario.

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