Questione di età…

I cani e gatti diventano sempre più longevi. Negli ultimi 40 anni la durata della loro vita è raddoppiata: oggi un gatto vive in media 15 anni e un cane 12. Gli animali più in salute, naturalmente, sono quelli domestici che sono curati e accuditi dai padroni. La ricerca è stata pubblicata recentemente sulla rivista Science.

Un’opportunità (per non dire un dovere) per noi medici veterinari di proporre piani preventivi e controlli periodici per i nostri pazienti, anche in virtù della sempre maggiore importanza della geriatria veterinaria.

Quando e ogni quanto eseguire un check-up?
Dall’inizio della seconda metà della vita del nostro paziente, incominciare a sensibilizzare sulla transizione dallo stadio adulto a quello della senescenza, informando i nostri clienti su quali controlli fare per minimizzare le conseguenze dell’invecchiamento e con quale frequenza farli.

Un’occasione per fidelizzarli, ma anche fare “medicina preventiva” i cui scopi sono:

  • diagnosticare precocemente le malattie, per individuarle ad uno stadio in cui sono curabili e le conseguenze possono ancora essere limitate;
  • instaurare misure specifiche per evitare l’insorgere o l’aggravarsi delle malattie più frequenti nel paziente geriatrico, comprese quelle a carattere degenerativo.

Cosa proporre?

Oltre ai comuni parametri ematobiochimici indicanti la funzionalità epatica, pancreatica, renale e il corretto rapporto degli oligoelementi, ricordare l’incidenza delle patologie endocrine nel paziente geriatrico, controllando le ghiandole surrenali, la tiroide e le patologie gonadiche.

Infine, risulta fondamentale suggerire di valutare l’adeguetezza della dieta che deve soddisfare le esigenze nutrizionali di un paziente ormai “fragile”: la valutazione del peso, della condizione corporea attraverso il BCS (body condition score) e il FEM (fabbisogno energetico di mantenimento) costituiscono il punto di partenza per valutare un paziente anziano.

Questi tre parametri devono infatti tener conto del calo età-dipendente della fisiologica capacità adattativa (“sindrome da fragilità”)(1;2) ed essere valutati di conseguenza.

  1. Gardner M. Geriatrics and Fragility. In: Treatment and care of the geriatric veterinary patient. Gardner M, McVety D. eds. Wiley Blackwell (2017), pp. 11-19
  2. Hua J, Hoummady S, Muller C, Pouchelon JL, Blondot M, Gilbert C, Desquilbet L. Assessment of frailty in aged dogs. Am J Vet Res. 2016;77(12):1357-1365 [Cod. 22363]

Un aiuto alla sensibilizzazione in tal senso, può essere tentato anche con la condivisione informativa con i nostri clienti, come puro esempio, della tabella redatta dall’AAHA(American Animal Hospital Association) che ci permette di definire la vecchiaia in base alla taglia, che costituisce la variabile più influente nella determinazione.

Cane di piccola taglia – peso: 0-9 Kg – età avanzata: 11,48 +/- 1,86
Cani taglia media – peso: 10- 22 Kg – età avanzata:10,19 +/- 1,56
Cani di grossa taglia – peso: 23-40 Kg – età avanzata: 8,85 +/- 1,38
Cani di taglia gigante – peso: + di 40 Kg – età avanzata: 7,46 +/- 1,27
Gatti – età avanzata: 11,88 +/- 1,94

Federico Scorza
Medico Veterinario

Il fegato: un’organo in continua evoluzione

Il fegato rappresenta un’unità in continuo mutamento a causa delle differenti richieste funzionali da parte dell’organismo. Proprio questa sua capacità ne determina la sua importanza nelle funzioni di:

  • Immunoregolazione
  • Stoccaggio di vitamine, minerali, glicogeno, trigliceridi
  • Detossicazione ed escrezione di tossine ed altre sostanze
  • Funzione digestiva
  • Metabolismo di carboidrati, lipidi, proteine, vitamine e sostanze ad attività ormonale

Lo stress funzionale dell’organoviene superato nel paziente sano grazie alla grande capacità rigenerativa(fino al 70% di perdita di massa funzionale in 5-7 giorni nel ratto), che purtroppo nei processi cronici e degenerativi viene meno.

I processi cronici andrebbero pertanto inquadrati come inadeguatezza del fegato a rispondere alle esigenze funzionali dell’organismo, come incapacità di “plasmarsi” a seconda delle richieste. Infatti nella fibrosi associata ad infiammazione/infezione viene compromessa la capacità riparativa dell’organo.

In questo momento iniziano ad apparire i primi segni aspecifici, come vomito, diarrea, polidipsia-poliuria e inappetenza che non andrebbero mai sottovalutati in relazione ad un sospetto epatico; per poi diventare segni specifici ed inequivocabili con ittero, ascite, sviluppo di shunt acquisiti, alterazioni proteiche, ipoglicemia ed, infine, come stadio terminale, encefalopatia epatica.

Federico Scorza
Medico Veterinario

AREA EPATICA

Hepatikrill

Perle

Hepatikrill:
30 perle in blister

Mangime complementare dietetico per cani e gatti con particolari fini nutrizionali. Ricco in SAMe, Olio di pesce, Olio di krill e Cardo mariano.
Supporto della funzione epatica
in caso d’insufficienza epatica cronica nel cane e nel gatto.