La supplementazione con olio di pesce riduce, in vivo, i marcatori della infiammazione nei cani

A cura della direzione scientifica di NBF-LANES con la consulenza del prof. Francesco Visioli, dell’Università Pierre Et Marie Curie di Parigi (Da LeBlanc et al., Am J Vet Res 2008;69:486-493)

La supplementazione con Omega 3 riduce la produzione di fattori infiammatori in cani sani.
Gli effetti potrebbero essere piu’ marcati in pazienti con patologie su base infiammatoria

Questo lavoro si è prefisso lo scopo di valutare, su cani sani, gli effetti di diete arricchite in acido eicosapentaenoico (EPA) e docosaesaenoico (DHA) sulla produzione, in vivo, di marcatori di infiammazione. In particolare, sono stati presi in esame l’interleuchina (IL)-1 e l’IL-6, il fattore di necrosi tumorale (tumor necrosis factor; TNF-alfa, la prostaglandina E2 (PGE2) ed il fattore attivante le piastrine (platelet activating factor, PAF).
Per questo, sono stati utilizzati 15 cani sani (segugi, di peso variabile tra i 9.5 e i 12.3 Kg) a cui è stata somministrata una dieta isocalorica cui è stato aggiunto olio di semi di girasole (n= 5), olio di pesce (n= 5) od olio di pesce + vitamina E (n= 5). Le diete sperimentali contenevano 7 gr di Acidi Grassi omega 3 per Kg di dieta. Tale regime dietetico è stato mantenuto per 12 settimane. Al termine della supplementazione, la produzione di mediatori d’infiammazione è stata valutata nel siero dei cani a vari tempi, fino a 6 ore, dopo stimolazione con lipopolisaccaride (LPS) endovenoso.
L’attività o la concentrazione (valutata come area sotto la curva) di IL-1, IL-6, e PGE2 è aumentata significativamente in tutti i gruppi dopo iniezione di LPS. Tuttavia, questo aumento si è rivelato inferiore nei cani trattati con olio di pesce rispetto a quelli trattati con olio di semi di girasole (Figura). Anche le attivita’ di TNF-alfa e PAF sono state potenziate dall’LPS. In questo caso non si sono notate differenze significative tra i gruppi sperimentali.
Dal punto di vista metodologico questo studio riveste particolare rilevanza, perché la quantizzazione dei marcatori d’infiammazione è stata fatta nel sangue dopo iniezione di LPS. In questo modo, tutte le cellule coinvolte nella produzione di mediatori (ad esempio linfociti T e fibroblasti) possono essere valutate dal punto di vista quantitativo. La gran parte degli studi sui meccanismi d’infiammazione viene, invece, effettuata su popolazioni cellulari distinte, rendendo impossibile una valutazione globale della risposta del paziente.
Le conclusioni che si possono trarre da questi dati sono che una dieta arricchita in olio di pesce (in particolare con 1.75 g di EPA/kg di dieta e 2.2 g di DHA/kg di dieta – rapporto n-6:n-3 di 3.4:1. Queste concentrazioni si traducono in un consumo di 350 mg di omega 3 per Kg di peso corporeo) si associa a riduzioni significative, a livello serico, delle concentrazioni di PGE2 e delle attività di IL-1 e IL-6. Da notare che questi risultati sono stati ottenuti in cani sani: è quindi possibile che l’effetto antiinfiammatorio degli acidi grassi n-3 sia ancora piu’ marcato in cani affetti da patologie su base infiammatoria.

Attività serica di IL-1 in cani (n=5 per ogni gruppo) cui sono state somministrate diete isocaloriche integrate con olio di semi di girasole (rombi neri) o con olio di pesce (rombi bianchi) o olio di pesce + vitamina E (triangoli bianchi). Il tempo 0 denota l’istante antecedente l’iniezione di LPS. Lettere diverse denotano differenze statisticamente significative (p < 0.05). I dati sono medie ± SEM. Da: LeBlanc et al., Am J Vet Res 2008;69:486/493.